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Scritto da roberta benvenuti
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venerdì 26 settembre 2008 |
Sì, ma quale? Molteplici sono le versioni: chi la vuole bassa e chi alta, chi con il lievito e chi senza, chi morbida e chi croccante... L'unica cosa su cui (quasi) tutti concordano è che per la crostata ci vuole la pasta frolla. Ora, dando per scontata l'acquisizione della ricetta base per la pasta frolla (ma se per voi scontata non è sappiate che, da manuale, la farina deve essere come peso il doppio dello zucchero e del burro, quest'ultimo deve essere freddo e a pezzetti,l'uovo freddo di frigo e l'impasto fatto velocemente e in punta di dita), dicevo, dando per scontata la ricetta base possiamo deviare ognuno verso i gusti personali... A me ad esempio la crostata piace bassa e croccante, e se vi va di estremizzare un altro po'seguitemi in questa versione: farina meglio se 0 e non 00; zucchero almeno per metà di canna, di quello scuro e molto aromatico, a grana fine che "appallottola" facilmente; burro... solo un po', per il resto un buon olio di oliva, ché le arterie vi ringrazieranno; un uovo ben freddo, o, se siete di quelli che le uova non le amano, un po' di acqua fredda in sostituzione (ma l'uovo lega meglio...). Impastate velocemente a mano un bel panetto e non vi preoccupate se vi resta una parte dell'impasto in briciole. Se avete tempo fate riposare un po' in frigo, ma se non ce l'avete (a me non capita quasi mai di averlo...) stendete subito con il mattarello infarinato l'impasto direttamente su una carta da forno, pareggiate i bordi e trasferite in una teglia bassa (da pizza è l'ideale). Una bucherellatina con la forchetta e via con la marmellata, meglio se con tanti semini come quella di more, ma anche di fragole non è male...Se è troppo soda scioglietela con un cucchiaio di vinsanto, che ci sta bene. E ora la copertura: al posto dei cari vecchi rotolini a grata una bella spolverata con le briciole dell'impasto che sono rimaste nella ciotola. Faranno una piacevole crosticina croccante e voi avrete risparmiato un bel po' di tempo. Cottura fra i 180 e i 200 gradi, una mezzoretta almeno, dipende dal vostro forno. Con gli stessi ingredienti e sistema si possono fare dei dolcetti, spalmando la marmellata solo su metà dell'impasto (tirato rettangolare), e ripiegando l'altra metà sopra, in modo che la marmellata sia completamente racchiusa dalla pasta. E le briciole anche questa volta vanno sopra. Una volta cotta tagliare a striscette sottili. Sono ricette svelte e "scricchiolanti", adatte ad una compagnia giovane o giovanile, diciamo. Non per razzismo generazionale, per carità, ma la dentiera del nonno non ci si trova tanto a suo agio... Le dosi non ve le ho date, perchè non le saprei quantificare. A me piace la cucina "a tonfo", e se seguo pari pari una ricetta il risultato non è mai quello sperato, chissà perchè...Quindi non seguite nemmeno questa alla lettera, traetene magari qualche spunto e il resto...alla vostra inventiva.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 07 ottobre 2008 )
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